broderie luneville: ricami lussuosi

 

 

broderie luneville… che meraviglia!

Nessuna descrizione della foto disponibile.variante ad ago su satin in seta pura

 

Si tratta di una tecnica molto antica, infatti si ha notizia che già nel 1300 nelle cittadine di Luneville e di Nancy in Francia, si realizzava questo tipo di  ricami. In  quei tempi la tecnica era  ad ago mentre oggi è di uso quasi esclusivo l’uso del kantan, una sorta di uncinetto che permette di velocizzare i tempi. Questa tipologia di ricamo, rigorosamente fatto a mano, è realizzato su tessuti leggeri come lo chiffon, l’organza o il voile e si presenta con  fili sottilissimi e perline di vetro che disegnano forme, intrecci o veri e propri disegni. Come si intuisce si tratta di ricami pregiatissimi, effettuati su abiti di lusso quasi esclusivamente da sera…Alcuni stilisti ed in particolare Dior hanno reintrodotto il Luneville e presentato nelle loro collezioni di alta moda, abiti così riccamente e finemente ricamati.

Il Luneville, ormai così raro da vedere, quando presente lungo un bordo o su di un decoltè in trasparenza,  dona sempre un tocco di ricercatezza e di preziosità alla donna che lo indossa.

la fluidità del satin

Ciao a tutti, approfitto di un lavoro che sto ultimando per parlare di un tessuto che io amo molto: il satin. Il nome probabilmente deriva dal termine Zeitun che rea il modo in cui gli arabi chiamavano la città Zhangzhou e come è noto le prime lavorazioni risalgono agli inizi dell’anno mille proprio in Cina. Infatti questo tessuto era utilizzato per realizzare gli abiti dei dignitari e e cortigiani degli imperi Ming e Qiung. Si tratta di un tessuto ad armatura a raso prevalentemente in ordito con rade legature a trama dalle più comuni cinque ma anche otto o di più.  Il raso si presenta con due facce, il dritto lucido e scivoloso mentre il rovescio risulta opaco. l’aspetto o meglio la mano cambia a  seconda di come è tinto, infatti se tinto in filo ha una mano vellutata ma sostenuta e risulta adatto ai drappeggi e panneggi, se tinto in pezza si presenta fluido e setoso ed è adatto ad enfatizzare le linee morbide e cadenti. Nelle fibre artificiali più economiche che spesso si trovano in giro e talvolta purtroppo vengono presentate come “raso….satin…seta lucida…” ovviamente le caratteristiche meravigliose di questo sontuoso tessuto, non sono assolutamente  presenti. Per il passato il satin fu utilizzato molto nella realizzazione degli abiti da sera come ad esempio fecero gli stilisti degli anni trenta e quaranta che realizzavano abiti da sera,lunghi, fascianti e nello stesso tempo morbidi con ampie scollature arricchiti di piume, perline, jais… Oggi è facile trovarlo nella biancheria intima di lusso come pigiami palazzo, sottovesti, culottes guarnite in genere da merletti  o, ma già più raramente, in qualche camicia o blusa elegante, preferendo il mercato per gli abiti, il satin in fibra artificiale come il rayon o addirittura il poliestere molto più a basso costo; ma un abito in satin di pura seta è un’esperienza meravigliosa da guardare, da toccare, da indossare…

 abito in satin in pura seta con ricami in pietre

 

 

 

 

 

particolare ricamo

 

 

 

Velluto devorè…tessuto per mille invenzioni

Ciao mi chiamo Stefania,… non sono molto alta…e purtroppo non ho gambe lunghe…ho la comunione di mio nipote a maggio…il problema quando il tempo è variabile, che non si sa mai come vestirsi…in realtà vorrei un consiglio per entrambe le cose…grazie se potrai aiutarmi…

Ciao cara Stefania, certo che proverò ad aiutarti e dopo aver osservato le foto che mi hai inviato, ti dico subito che ti fai problemi inesistenti…come spesso noi donne facciamo! Sei piccoletta? Ebbene proviamo a slanciare la figura…tacchi, linee avvolgenti e scivolate e mettiamo in risalto un “focus” strategico che catturi l’attenzione…come ad esempio una importante scollatura a cuore che metta in risalto il tuo bel decolté. Per quanto riguarda il tipo di tessuto da scegliere in questo periodo di temperature così variabili, io opterei per una mise in velluto devorè, elegante, chic e nello stesso tempo adattabile “meteorologicamente”: se sarà una giornata freddina potrai accompagnarla con una calda cappa di lana, se al contrario splenderà il sole sarà sufficiente una semplice ed etera sciarpa in chiffon.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

baci

Capi struttura in taffetà

Ciao a tutti, oggi vorrei parlare di un tessuto meraviglioso e da varie possibilità di utilizzo, molto elegante e pregiato che però ultimamente sta diventando meno utilizzato: il taffetà. Si tratta di un tessuto con armatura in tela, con un ordito più denso rispetto alla trama, caratterizzato da una mano “frusciante”: taffetà in seta era la stoffa preferita dalle dame del settecento i cui abiti ricchi ed ampi “frusciavano” appunto al più piccolo movimento. La caratteristica principale è la sua struttura molto sostenuta, quasi rigida che ne fa il tessuto preferito degli stilisti che amano le linee scultoree come Capucci. E’ una seta leggerissima e luminosa, talvolta presentata nella versione goffrata  o più spesso in quella “cangiante” cioè con trama a doppio e diverso filo che consente di costruire meravigliosi giochi di luce. Per la sua consistenza semirigida può essere una furba soluzione quando abbiamo necessità di creare “volumi” o dare consistenza a linee troppo evanescenti come per esempio mettere in evidenza un vitino sottile, arricchendo la linea fianchi con strati in taffetà o dare vita e personalità  a delle maniche anonime con vere e proprie sculture in taffetà; inoltre il taffetà è uno dei tessuti da preferire quando si vogliono enfatizzare le linee geometriche, come per esempio in un abito a A,  perché per la sua consistenza rigida si presta molto bene per accentuare il rigore e la pulizia delle linee ed esaltare quindi il modello stesso.

 

gonna in taffetà in seta con volume al fondo

 

 

 

 

 

 

 

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Festa di laurea in disco

Ciao mi chiamo Alessia, ho ventiquattro anni….dovrò andare alla festa di laurea della mia collega di corso…ha scelto un locale dove si ballerà pure…mi piace il nero perché lo trovo molto elegante…ma non vorrei essere banale…mi piacerebbe avere qualche suggerimento…grazie

 

Ciao cara Alessia spero di fare ancora in tempo per la tua festa ma prima di illustrarti la proposta, volevo farti riflettere su quella idea del nero. Hai ragione quando affermi che il color nero è molto elegante, ma che questo non significa che non si può essere eleganti indossando abiti in altri colori. Come sempre è l’insieme della figura, delle linee, delle proporzioni e della combinazione cromatica tra gli elementi “di base” cioè carnagione, colore occhi e capelli e gli elementi “di fusione” colore abiti e accessori, che fondendosi rimandano quella specifica immagine più o meno elegante. Comunque, bando alle chiacchiere ed eccomi con la proposta, (rigorosamente in nero, non temere!) del tuo outfit per la festa di laurea. Un completo in velluto in seta pannè : pantapalazzo con profondi spacchi che lasciano intravedere le gambe e gilet tempestato di gocce a specchio che scopre le spalle. Elegante ma non banale… spero che sia di tuo gusto…!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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le spalle…spesso dimenticate

Ciao a tutti, oggi voglio parlare delle spalle…eh si, molto spesso ce ne dimentichiamo proprio ed è un errore perché le spalle hanno un’importanza strategica nel delineare la figura. Lo sappiamo tutti, fin da bambini, ci siamo sentiti ripetere…” sta dritto, tieni su le spalle…” ovviamente per correggere atteggiamenti scorretti della colonna vertebrale ma se ci fermiamo a riflettere, ci accorgiamo che un atteggiamento con spalle incurvate, condiziona inesorabilmente l’immagine di rimando e non possiamo fare a meno di constatare che ne risente tutta la figura che appare meno attraente. Se abbiamo la fortuna di avere belle spalle, tornite, proporzionate, una schiena dritta con una muscolatura tonica, allora possiamo puntare proprio su questo elemento di grande fascino, mettendole in evidenza scegliendo gli abiti giusti. La proposta che qui sottopongo si rivolge proprio a chi magari pensando di non avere un decolté pronunciato, rinunzia alla scollatura; nulla di più sbagliato, al contrario, per esempio una scollatura a barchetta che mette in risalto la linea armoniosa delle spalle, non solo ha un effetto ottico di “riempimento” nella zona superiore del busto, ma soprattutto dona alla figura un fascino discreto e indubitabilmente elegante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Prima all’opera

Ciao mi chiamo Marianna …amo l’opera …finalmente ci siamo potuti permettere i biglietti per la prima…sono in panico…come ci si veste per la prima…mi hanno detto che ci vuole l’abito da sera…vorrei qualcosa di classe ma anche non troppo “signora” visto la mia età…puoi aiutarmi?…grazie in anticipo

Ciao cara Marianna, eccomi a darti qualche suggerimento. Si, certamente per una prima all’opera è opportuno l’abito da sera cioè quella tipologia di abito che per tessuti utilizzati, colori e decorazioni  rimanda ad un’immagine di lusso ed eleganza. Capisco cosa intendi quando alludi a non voler un vestito per “signora” poco adatto ai tuoi meravigliosi vent’anni; ecco allora che ti propongo una soluzione molto elegante ma nello stesso tempo “giovane” che prevede prima di tutto uno spezzato cioè gonna e maglia abbandonando l’idea dell’abito intero. La maglia  in tulle in seta ,arricchita da una lavorazione in cristalli, presenta una profonda scollatura con taglio sotto seno mentre la gonna in seta duchesse goffrata di un delicato ma ben saturo color rosa antico,

ampia e lunga alla caviglia in stile “bambolina” equilibra la scollatura un po’ osè della maglia donando all’insieme eleganza e un tocco di delicata audacia splendidamente adatta alla tua giovane età.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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parliamo di ankle shoes

Oggi parliamo delle ankle shoes cioè di quelle scarpe, più spesso tronchetti (ankle boots) che sembrano essere state tagliate di netto all’altezza della caviglia. Già in precedenza, in un altro post, abbiamo parlato di questa tipologia di scarpe ma ultimamente numerose sono state le richieste di chiarimenti, dubbi da parte di molte amiche su come e quando indossarle…Dunque…comode son comode, specialmente quelle con un alto plateau che ci permette di guadagnare anche dieci centimetri in tutta comodità, ma anche perché arrivando a lambire la caviglia, vestono bene il piede che ben sostenuto, poggia con maggiore equilibrio. Fin qui tutto bene…ma assieme alla comodità e allo stile modaiolo, le ankle shoes sono senza dubbio scarpe “impegnative” per la linea disegnata e l’impatto visivo che regalano. Quella linea netta, orizzontale spezza otticamente la caviglia regalandole centimetri in più e accorciando vistosamente la gamba; di conseguenza, a patto di avere caviglie sottili, polpacci snelli e gambe lunghe, le ankle shoes sono difficili da indossare.

Però se proprio ci piacciono o vogliamo a tutti i costi quei centimetri in più, e non abbiamo gambe da gazzella, possiamo adottare qualche trucchetto :

Scegliamo scarpe scure e calze scure coprenti, in questo modo  l’uso del colore unico va a  modificare la linea di taglio, crea  continuità, le nostre caviglie saranno salve e le nostre gambe appariranno più snelle e slanciate.

Se abbiamo la figura un po’ appesantita da qualche chiletto in più, utilizziamo gonne lunghe dritte o pantaloni dritti che superano la caviglia, in questo modo possiamo ottenere i fatidici centimetri , slanciando la figura, ottenere una “camminata” agevole e sicura che dona sempre grazia ed armonia e nello stesso tempo possiamo mimetizzare la linea orizzontale tipica di queste calzature.

60anni…outfit fashion

Ciao mi chiamo Laura, ho sessantadue anni…mi piace sempre la moda e il mondo del fashion…sono consapevole che alcuni capi non sono più adatti a me…ma come ci si dovrebbe vestire per non scadere nel cattivo gusto…ma sono stufa di gonne e magliette nere…

Ciao cara Laura, non temere…vivaddio ormai è del tutto superato il dictat del nero per la donna “anta”. Certo che si può seguire la moda anche a sessant’anni! Anzi a mio giudizio proprio ad una certa età si possiede la conoscenza e la consapevolezza piena per mostrare attraverso la nostra immagine, la parte più vera e nascosta di noi…e se la pella non sarà più turgida o se le forme hanno perso la snellezza ce ne faremo una ragione ma non per questo saremo meno belle! Scrivimi in privato, sarò lieta di darti altri suggerimenti per “invecchiare bene” come dici tu, nel frattempo guarda questa soluzione che potrebbe rispondere alla tua richiesta.

 

 

 

 

 

 

 

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Riproporzionare una linea

Ciao mi chiamo Elvira,…ho trenta due anni e lavoro in un negozio di abbigliamento…mi piace molto seguire la moda…però ho un piccolo problema, ho una taglia diversa tra il busto e i fianchi…specialmente quando metto dei vestiti si vede molto che ho il seno piccolo…scelgo sempre maglioni e camicie ampie in modo da nascondere il problema….faccio bene?…

Ciao Elvira, guardando le foto non mi sembra così evidente la sproporzione di cui tu parli ma, avendo tu il giro vita molto sottile, dovresti sfruttare questo punto di forza e creare la tua linea riproporzionando la figura. Provo a spiegarmi meglio attraverso la scelta dell’outfit: sono  partita  dal punto vita sottolineandolo e ho utilizzando le ampiezze e le texure  in maniera funzionale per riproporzionare la figura scegliendo una maglia morbida ( bada non ampia!) ma dalla texure piuttosto importante strizzata al punto vita così da donare alla parte superiore qualche centimetro in più e  delle pieghe piatte per la gonna in duchesse che addolcisce la linea dei fianchi in prosecuzione a quella del busto. Fammi sapere che ne pensi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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