Drittofilo: come tagliare un tessuto

Drittofilo: è davvero così importante?

Ciao a tutti, vorrei provare a dare qualche chiarimento su di un argomento molto tecnico ma nello stesso tempo fondamentale per la vestibilità di un capo di abbigliamento; credo che qualche dritta sul drittofilo possa essere utile anche a coloro che non si interessano di sartoria ma che in questo modo possono riconoscere un capo di alta sartoria da un altro di minor pregio.Molto spesso, nella maggior parte dei casi, quando un capo non veste bene o addirittura “torce” significa che è stato commesso un errore di taglio. In questo breve post  vi aiuterò a riconoscere il drittofilo del tessuto e in questo modo a tagliare il tessuto in maniera corretta, affinché cada “a piombo” senza difetti. Ogni tessuto varia in base alla propria armatura, cioè al modo in cui i fili (di trama e di ordito) si intrecciano fra di loro. Proprio dall’analisi dell’armatura si può determinare, quando c’è, il diritto e il rovescio di un tessuto. Infatti nel lino il filo di trama passa alternativamente sopra e sotto i fili di ordito per cui i tessuti di questo genere (come il cotone, canapa, tela etc.) non hanno rovescio.

Anche i tessuti come tweed, tartan o gabardine non hanno rovescio perché avendo un’armatura con intreccio obliquo sono double-face. Al contrario i tessuti ad armatura raso o satin, come la seta, invece hanno una struttura più complessa: da una parte predominano i fili di trama e dall’altra i fili di ordito e quindi è possibile riconoscere il diritto e il rovescio. Anche l’osservazione delle cimose è utile per riconoscere il diritto di un’armatura. Infatti lungo le cimose sono presenti dei piccoli fori che penetrano di più dal rovescio e fuoriescono leggermente dal dritto lasciando sollevato il filo: li si percepisce chiaramente passandovi sopra un dito. In molti tessuti, a seconda delle fantasie e specie negli jacquard, il rovescio è molto più bello del diritto e può essere utilizzato per effetti particolari.

Quindi il tessuto è formato da una trama e un ordito, cioè da fili longitudinali che si intersecano con i fili trasversali, quando questi fili si incontrano ad angolo retto la stoffa è in drittofilo. La direzione dei fili longitudinali, cioè l’ordito, si chiama drittofilo verticale e questo corre parallelo alla cimosa. I fili trasversali, quelli della trama, formano il drittofilo trasversale che è perpendicolare alla cimosa; poiché i fili longitudinali sono più forti e stabili di quelli trasversali, gli indumenti sono per la maggior parte tagliati sul drittofilo verticale. trama ordito

In conclusione prima di poter effettuare un taglio, pieghiamo la stoffa, con il tessuto al rovescio nella parte esterna, unendo le cimose. Posizioniamo la stoffa su di un tavolo ampio e comodo con la cimosa posta sul lato della base più vicino a noi: il drittofilo del tessuto corrisponde al filo orizzontale in parallelo alle cimose. Sistemiamo così il nostro cartamodello, seguendo la linea del drittofilo disegnata e appuntiamolo con degli spilli. Le cimose hanno una struttura diversa, non vanno quindi considerate quando si taglia il tessuto.

 

È importante ricordare che il posizionamento del diritto filo è un’operazione fondamentale e che ne guadagnerà il nostro lavoro: quindi facciamo sempre attenzione che la stoffa sia disposta in drittofilo prima di iniziare a tagliarla, se non lo è, l’indumento non cadrà bene e non avrà nemmeno una buona vestibilità.

 

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